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Specifiche per Ente Pubblico e split payment

Anagrafica dell’Ente pubblico (o cliente)

Qualora si tratti di Ente Pubblico, è necessario selezionare la relativa tipologia (Ente Pubblico) dal menu a discesa del primo dei tre campi “lilla” utili alla fatturazione elettronica. Inserire poi il Codice Destinatario che, diversamente dalle ditte private, per gli enti pubblici è composto da 6 cifre. L’inserimento della PEC non è obbligatorio e non può comunque essere alternativo al predetto Codice.

La fatturazione agli Enti Pubblici segue un regime IVA particolare e cioè la scissione dei pagamenti o “Split Payment”  – ex art.17-ter DPR 633/1972. Si rende quindi necessario creare un codice iva specifico per la gestione. In anagrafica Cliente,  la spunta sul relativo flag fa sì che in automatico – al momento della stampa e registrazione della fattura all’ente pubblico – il codice iva presente sugli articoli sia commutato in iva split.

Aliquote IVA

Da Archivi > Tabelle comuni > Aliquote IVA cliccare su Nuovo e inserire la descrizione (per esempio IVA 22% Split payment).  La corretta dicitura fiscale è: IVA in regime di scissione dei pagamenti art.17-ter dpr 633/72. Da tener presente che – per chi lavora con tutte le aliquote IVA in corso (4%, 5%, 10%, 22%) – è necessario creare un omologo codice iva split per ognuna di esse impostando: a) la percentuale, b) l’opzione Split payment nel menu a discesa, c) l’esigibilità IVA “S”.

Inoltre occorre (ma solo per chi gestisce la contabilità) creare un conto di Erario c/iva Split nel piano dei conti, perche’ venga eseguito automaticamente il giroconto dell’IVA in fase di registrazione contabile della fattura.

ATTENZIONE! Se un cliente è un ENTE PUBBLICO, è sicuramente in split payment, ma se un cliente chiede lo split payment, può anche essere un cliente PRIVATO (DITTA).

Dati opzionali/aggiuntivi relativi alla vendita

Nella fattura elettronica è previsto l’inserimento di ulteriori dati relativi alla vendita (es. riferimenti a contratti, convenzioni, riferimenti amministrativi, cig, cup, etc.). Cliccando sul tasto tra il codice articolo e la descrizione (tasto con tre puntini) si apre la seguente maschera:

Codice CIG / CUP

Per inserire i codici nei campi specifici, bisogna innanzitutto scegliere il “blocco” a cui fanno riferimento; essi infatti sono presenti nella fattura elettronica in più punti. Il caso piu’ frequente è l’inserimento del blocco <Dati Ordine Acquisto> che una volta selezionato si espande come segue:

Il campo in Arancione è l’unico campo obbligatorio per il blocco scelto, i valori da inserire vanno messi negli spazi bianchi presenti tra apertura e chiusura del campo scelto (vedi immagine allegata)

Ovviamente è possibile inserire più blocchi dello stesso tipo ripetendo la stessa procedura.

Nel caso dobbiate inserire il <Codice CIG>, inserire sempre anche il campo <IdDocumento>: qualora non abbiate un dato specifico da inserire, si suggerisce di inserire di nuovo il codice CIG.

Gli stessi sono anche riportati nella stampa di cortesia della fattura:

Codice CIG / CUP in file RI.BA.

Nel caso di emissione di ricevuta bancaria, i codici CIG e CUP inseriti come sopra esposto, saranno in automatico riportati nel file di presentazione delle riba:

Approfondimento tecnico sulla numerazione

E’ possibile definire il tipo di numerazione progressiva assegnata alle fatture. In una logica di catena con più punti di emissione di fatture, è necessario distinguere le numerazioni in due ambiti:

1. Tipologia di documento Fattura/Nota di credito, scegliendo un sezionale distinto in ogni punto vendita ed un prefisso o suffisso (p.es. Nr 1/A, 1/B, etc.):

2. Definire la nomenclatura del file XML per evitare duplicazioni nel NOME DEL FILE.

REGISTRAZIONE CONTABILE E STAMPA FATTURA

ATTENZIONE: La funzione di ARROTONDAMENTO IVATO non è compatibile con la FATTURA SPLIT. Il flag deve quindi essere disabilitato PRIMA della stampa e registrazione del documento.

Naturalmente, se sono utilizzate più aliquote IVA, occorrrerà creare codici diversi per le diverse aliquote (4, 10 e 22). Per vendite con IVA esente, invece, non essendoci addebito di IVA, non occorre creare un codice IVA “split” non essendoci alcunché da splittare.

Per effettuare la stampa, scegliere il report A4 Fattura SPLIT PAYMENT (non sono compatibili altri report). Se nell’elenco non visualizzate il report “FATTURA_SPLI_PAYMENT”  andate su Funzioni > Visualizza elenco e togliete la spunta alla voce “Nascondi report”.

splitpayment-vis-report

splitpayment-report

La stampa riporta la dicitura dell’IVA a carico del cessionario come previsto:

splitpayment-stampaOK

ATTENZIONE: LA REGISTRAZIONE CONTABILE DEVE ESSERE FATTA DALLA FATTURA E NON DALLA TABELLA

Per chi gestisce la contabilità, si pone la necessità di stornare l’importo dell’IVA dal credito verso il cliente PA, e di girocontare l’IVA affinché non risulti nella liquidazione periodica.

A tale scopo, occorre creare un nuovo sottoconto di contabilità, come da esempio:

splitpayment-sottocontocoge

Il sottoconto così creato va collegato all’aliquota IVA, utilizzando l’ultimo campo della tabella IVA “Sottoconto”.

La registrazione contabile della fattura produce i necessari movimenti contabili; lascia il cliente aperto per il solo imponibile e chiude l’IVA.
Il sottoconto “Erario c/IVA Split Payment” deve essere considerato un conto di transito, che resta a zero.

splitpayment-registrazione